Paure soggettive, Paranormal Activity e il nostro ebook

Qualche settimana fa Daniela e io ci siamo viste per discutere alcuni aspetti dell’ebook.
Siamo state molto produttive, ma non ci siamo fatte mancare qualche dissertazione su alcuni film e sul genere.
Stamattina ho avuto una piccola ma folgorante illuminazione, che è in qualche modo legata a un discorso fatto quel giorno, ma per spiegarmi meglio devo parlarvi di Paranormal Activity.
Paranormal Activity sta dividendo molto il pubblico: c’è chi lo trova terrorizzante e chi lo considera una boiata.
L’ho visto proprio dietro consiglio di Daniela, che pur guardandolo con una certa diffidenza ne è rimasta colpita. La stessa cosa è successa a me: l’ho trovato inquietante.
Durante l’incontro è capitato di parlarne e siamo state d’accordo entrambe sul fatto che per quanto si possa fare lo sforzo di giudicare un horror con distacco, non si può fare a meno del proprio filtro. Ciò che fa paura è così personale che cercare di recensire un horror con obiettività renderebbe sterile il nostro lavoro sull’ebook.
Paranormal Activity mi ha inquietata perché parla di possessione diabolica. Sono sensibile al tema da sempre, ma non avevo mai capito il perché. Ho valutato varie ipotesi, passando anche per la (terribile) possibilità che si potesse trattare di una traccia di cattolicesimo latente. Ma io non credo a Satana. Ho pensato alla paura di quando da bambina passavo con una scusa davanti alla tv, mentre mia madre guardava l’Esorcista: uno dei miei primi ricordi sul cinema dell’orrore. Ma non era nemmeno quello.
E stamattina ho capito.
Per me la possessione diabolica è una perfetta metafora della malattia mentale. Quella cosa che fa perdere il controllo alle persone, che non si può curare con una scienza certa, che non ha una spiegazione evidente e che alle lunghe può intaccare anche il corpo. Quella cosa che segue il malato ovunque lui vada e che lo fa sentire senza via di scampo.
Questa ovviamente è soltanto la mia risposta, che motiva tutta una serie di inquietudini prima oscure.
Per questo motivo, oltre che per il gusto strettamente personale, Un horror al giorno non potrà mai essere un ebook di film oggettivamente validi, universalmente paurosi e dal soggetto superbo. Ogni film avrà una motivazione specifica (che mica si pesca a caso da queste parti!), ma si tratterà di scelte dettate dal nostro sentire. Altrimenti non sarebbe altro che un elenco di pellicole mediamente dignitose. Ma mediamente per chi?
Categorie: Sull'horror, zombies on my mind | Tag: ebook, horror, l'esorcista, paranormal activity, possessione diabolica | Commenti (5)5 Responses to “Paure soggettive, Paranormal Activity e il nostro ebook”
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la soggettività del giudizio mi pare cosa buona e giusta io la rivendico, mi pare onesto.
Vorrei riportare un aneddoto: viale sarca, cinema multiplex pomeriggio horror al cinema, sono da sola, è settembre inoltrato. Piove. Prima The Descent e poi L’Esorcismo di Emily Rose. Esco dalla cattedrale nel deserto e non c’è nessuno alla fermata dell’autobus. Ormai è sera, la luce non c’è più. Piove un sacco. Non c’è nessuno alla fermata dell’autobus e mi sento un po’ inquieta. Sono lì immersa nei miei pensieri e a un certo punto una vocetta: “A che ora arriva il bus’”. Un regazzino. Infarto. Te possino!
Daniela, secondo me non era un ragazzino ma un nano travestito. E per la cronaca: che inquietudine anche Emily Rose, con quel corridoio del dormitorio…
Non so fino a che punto possa essere utile la mia segnalazione, visto che avrete sicuramente già una nutrita lista di film horror.
Da appassionata ne avrei un tot da suggerire, per ora mi limito a quello che trovo più assurdo/grottesco/divertente.
E che, ovviamente, non incute alcuna paura: L’abominevole Dr. Phibes (che ho frammato e postato in ogni dove con scarsissimo successo, anche se io lo considero geniale).
Saluti.
Grazie Grace, ogni suggerimento è prezioso. Non conosco questo film, lo recupero
Prima del mio amore per gli Zombie, di cui mi vanto aver visto anche l’ultimo filmaccio messicano che parla di essistessi, la possessione satanica è l’unica che anche me tiene sveglio a batter denti per la paura.
Anch’io ho fatto un ragionamento simile al tuo, ma la mia risposta si avvicinava più al passaggio adolescenziale e alle insicurezze che uno si trascina da allora. Poi quando stavo quasi per sciogliere il nodo mi son fermato.
Meglio non scoprire il trucco.
I film sul diavolo sono gli unici che mi fanno rabbrividire come quando avevo 12 anni.
Non avrò mai il coraggio di entrare in un cinema a guardarne uno, ma posso giurarti che mi gusterò una bella serata nel salotto di casa con telecomando e interruttore della luce a portata di mano:-)