Stelle e cinema horror

lunedì 26 aprile 2010 | scritto da Barbara

No, non si parla di quelle star.
E no, nemmeno di Alien e affini.
Avete presente le stelline tramite le quali tutti più o meno siamo stati stati abituati a capire al volo il giudizio su un film? Ecco, proprio quelle. Le troviamo sui quotidiani e sui dizionari, noi stessi spesso le utilizziamo sui social network dedicati alle recensioni o alle librerie personali.
Io per esempio le uso sia online che sul mio Moleskine, e spesso mi danno non pochi problemi.
Il numero di stelle che utilizzo per dare un giudizio su un horror non è tarato sul cinema in generale. Per esempio, su una base da 1 a 5 potrei dare un bel 4 a The Descent in quanto horror, ma non potrebbe essere minimamente paragonato al 4 che darei a Le onde del destino. Nell’horror inoltre vigono alcune regole strane per cui a volte un film può essere talmente brutto da risultare bello.
Se poi i giudizi derivano da una serie di recensioni scritte a quattro mani, le mie stelle potrebbero non essere tarate sui parametri utilizzati da Daniela.

In finale: Un horror al giorno avrà le sue stellette? Non so, con Daniela non ne abbiamo mai parlato, dunque approfitto per chiederglielo qui :)

365 horror: il meglio dalle parole chiave di Marzo

venerdì 16 aprile 2010 | scritto da Barbara

  • “Calvaire gran film” – Siamo d’accordo.
  • “Colonna sonora diario Laura Palmer” – Non esiste: c’è quella di Twin Peaks e quella di “Fuoco cammina con me”.
  • “La nona porta – automobile” – Si solito ne hanno 3 o 5.
  • “Morire con un mix di medicine” – È una cattiva idea.
  • “Linch della buona notte” – “Fai il bravo e mi rivedrai una volta, fai il cattivo e mi vedrai altre due volte”
  • “Questa casa è demoniaca” – Così impari, a subaffittare.
  • “Si cammina per ricordare film” – Non saprei, io di solito dopo il cinema faccio volentieri una passeggiata.
  • “Cosa è successo al protagonista di Paranormal Activity” – È stato ucciso.
  • “Film horror su possessione diabolica” – con il nostro ebook avrai solo l’imbarazzo della scelta.
  • “Testo di horror già fatto” – Comoda, la vita!

Ridi Pagliaccio*

martedì 13 aprile 2010 | scritto da daniela_elle

C’era una volta Caino passando per Jack lo Squartatore e arrivando a Stevanin.

Il Mostro di Firenze, ha segnato per sempre il mio immaginario pauroso: ricordo i servizi al TG1 e ricordo con precisione e nitidezza la sensazione di terrore che traspariva dalle parole del telegiornalista.

E io, che leggevo sempre moltissimo, divoravo gli articoli scritti sul Corriere della Sera e mi impressionavo coi dettagli (Carlo Lucarelli ne fa un’ottima ricostruzione), ricamando su quella figura così spaventevole perché reale.

La tivù prima (indimenticabile la serie su Ted BundyIl Mostro“) e il cinema poi, hanno saccheggiato a piene mani dalle vicende dei serial killer. Nel bene e nel male, affascinano ancora oggi senza perdere smalto.

Dei serial killer  letti sui giornali o visti nella fiction (compreso Hannibal Lecter che non sarà davvero esistito ma è un personaggio straordinario) chi ricordate con più terrore?

Fuori i nomi!

*John Wayne Gacy e la sua mania di travestirsi da clown
e di dipingere pagliacci, hanno ispirato King per IT

Se l’horror va all’ospizio

martedì 6 aprile 2010 | scritto da Barbara

Le idee solitamente nascono dalla vita quotidiana.

E se mi si bloccasse la macchina proprio qui in mezzo al nulla?
E se questa persona gentile che mi sta aiutando fosse in realtà un assassino?
E se questo ascensore bloccato non fosse un caso, ma una trappola?

C’è chi si basa anche sulle paure più tipiche e comuni.

I bambini hanno paura del buio e dei mostri nascosti sotto il letto o nell’armadio.
Le donne ne hanno dei tizi inquietanti che sembrano seguirle di notte.
I ragazzi pensano che gli adulti non gli crederanno mai, tanto più se si parla di situazioni assurde.
Le donne incinte sono terrorizzate dall’idea che il feto possa avere qualcosa di anomalo.

E così, evolvendo.
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A Nightmare on Elm Street: trova le differenze

giovedì 1 aprile 2010 | scritto da Barbara

Nightmare

Mi sembra evidente: la nuova Nancy investe di più in prodotti per il bagno.

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